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Alla scoperta delle istituzioni in Europa: FRONTEX

Tra le politiche dell’Unione Europea, il controllo delle frontiere esterne ed interne è essenziale ai fini del funzionamento e della gestione di una politica estera comune a tutti i paesi membri. Oggi andiamo alla scoperta dell’agenzia che è stata istituita per una migliore gestione dei flussi migratori, l’Agenzia della guardia di frontiera e costiera, più comunemente nota come FRONTEX.

Il Regolamento (CE) 2007/2004 del Consiglio, del 26 ottobre 2004, ha istituito l’agenzia europea per la gestione della cooperazione operativa alle frontiere esterne degli Stati membri del Unione Europea (Frontex). Tale regolamento è stato in seguito abrogato dal Regolamento (UE) 2016/1624, del 14 settembre 2016, che sostituisce la precedente con l’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera. L’ultima modifica del mandato di FRONTEX risale a novembre 2019. A tale data, sono state aggiunte al corpo permanente della guardia di frontiera e costiera europea 10.000 unità di guardie di frontiera, scorte per i rimpatriati, esperti in materia di rimpatrio – quasi 10 volte superiore alle 1500 del Regolamento del 2016/7.

Da chi è composto FRONTEX? E di cosa si occupa nello specifico?

Frontex è composta da: un Direttore esecutivo, un Consiglio di amministrazione ed un responsabile dei diritti umani. Il Direttore esecutivo, attualmente Fabrice Leggeri, è il rappresentante legale dell’agenzia ed è eletto dal Consiglio di amministrazione, su proposta della Commissione europea. Leggeri è assistito da un Vicedirettore. Il Consiglio di amministrazione è composto dai rappresentanti dei paesi membri firmatari dell’acquis di Schengen – quell’insieme di norme e disposizioni, integrate nel diritto dell’Unione europea, volte a favorire la libera circolazione dei cittadini all’interno del cosiddetto Spazio Schengen- e due membri della Commissione. I membri del Consiglio, eletti ogni quattro anni, svolgono funzioni di controllo delle attività dell’Agenzia, stabiliscono il budget – verificandone l’esecuzione – e nominano il Direttore ed il suo Vice. Rappresentanti di Islanda, Lichtenstein, Norvegia e Svizzera possono partecipare alle riunioni seppure con diritti di voto limitati.

La sede di FRONTEX è sempre stata la città polacca Varsavia. Tra i ruoli principali, l’agenzia si occupa di contribuire ad una gestione integrata delle frontiere esterne. In particolare, il mandato prevede l’analisi dei dati relativi alla situazione interna ed esterna delle frontiere dell’UE, condividendoli con le autorità frontaliere degli Stati membri. Tutte le attività dell’agenzia si svolgono attraverso una strategia comune, ai fini di poter stimolare una cooperazione coerente e sistematica fra i Paesi membri. Infatti, tra gli altri compiti, FRONTEX assiste gli Stati membri nella formazione professionale delle guardie in servizio presso le frontiere.

A sostegno delle attività di controllo, sono stati implementati numerosi strumenti di supporto tecnologico per lo scambio di informazioni e dati personali dei soggetti entranti nell’Unione Europea. Ad esempio, FRONTEX si occupa dello screening, debriefing, identificazione e rilevamento delle impronte digitali, trasferendo tali informazioni agli Uffici nazionali competenti delle domande di protezione internazionale e, al tempo stesso, collaborando con l’Ufficio europeo di sostegno per l’asilo (EASO).
Circa il rilevamento delle impronte digitali è stato istituito il sistema EURODAC che, nel contesto del Regolamento di Dublino, permette di individuare se un soggetto ha già richiesto la protezione internazionale in uno Stato membro. EURODAC è un vero e proprio archivio delle impronte digitali di coloro che entrano in Europa da paesi terzi.

L’agenzia si occupa anche dei diversi casi di rimpatriato. Tra questi: il rimpatrio forzato di coloro che hanno esaurito tutte le vie legali per legittimare il loro soggiorno all’interno dell’UE; le partenze volontarie di cittadini di paesi terzi cui sono state emesse decisioni di rimpatriato.

Prima di capire come agisce FRONTEX, può essere utile riassumere le principali rotte migratorie percorse da un numero sempre più crescente di persone per raggiungere l’Europa.

  • Rotta del Mediterraneo occidentale: dal Marocco alla Spagna
  • Rotta balcanica: principalmente dall’ Afghanistan, Pakistan, Iran, passando per i paesi baltici- Ungheria, Croazia, Romania o Serbia- fino al nord Europa, con meta finale spesso la Germania
  • Rotta orientale: dalla Siria, passando per la Turchia, per raggiugere la Grecia
  • Rotta centrale: dalla Libia/ Tunisia/ Algeria per raggiungere le coste italiane
  • Confini orientali: questa è una rotta non ancora nota a molti e che riguarda soprattutto ucraini, russi e, in misura minore, bielorussi e moldavi. La maggior parte di loro attraversano il confine terrestre polacco e rumeno con l’Ucraina. La maggior parte di questi casi è stata associata al contrabbando o ad altri motivi non legati alla migrazione. Inoltre, cittadini vietnamiti hanno preso di mira principalmente il confine lettone-russo, mentre gli afgani sono stati, nel complesso, individuati nella sezione ungherese-ucraina.
  • Rotta artica: maggior parte dei casi da Afghanistan e Siria per arrivare in Norvegia e Finlandia.

Andiamo ora a scoprire l’azione di FRONTEX nell’ambito delle operazioni di sorveglianza delle frontiere e soccorso in mare: come e dove agisce, o ha agito.

A) Grecia: l’operazione Poseidon è attiva dal 2006 e si concentra nel Mediterraneo orientale tra la Grecia e la Turchia e le frontiere terrestri della Grecia con Albania, Turchia e Bulgaria. 26 Stati membri dell’Ue e dell’area Schengen vi partecipano con quasi 900 guardie di frontiera e 14 navi.

B) Italia: l’operazione Themis è iniziato nel 2018, sostituendo la precedente missione Triton, attiva nelle acque del Mediterraneo centrale, a controllo di due tra le principali rotte migratorie: quella tra l’Italia, l’Albania e la Turchia e quella tra Italia, Libia ed Algeria.

C) Spagna: qui FRONTEX ha avviato tre differenti operazioni, visti gli importanti flussi migratori che interessano le coste tra Spagna e Marocco.La prima è stata l’operazione Hera (2006): i migranti si recavano alle isole Canarie, percorrendo la breve tratta a bordo di imbarcazione così piccole e fatiscenti da rendere ogni viaggio altamente rischioso. Hera è stata implementata con l’ausilio di Italia, Germania, Francia, Portogallo ed in seguito di Olanda, Regno Unito e della Norvegia in qualità di Stato terzo.La possibilità di inserire Stati terzi rientra nel regolamento dell’agenzia, ma già prima della sua aggiunta formale Frontex utilizzava questo tipo di cooperazione in base al principio del parallelismo delle competenze. Seguirono due estensioni di questa operazione.Una seconda zona interessata è quella di Almeria ed Algeciras, qui FRONTEX diede vita all’operazione Minerva, nel 2007, con il massiccio supporto di altri paesi europei. La zona costiera dell’Andalusia è un’altra zona fortemente colpita dai flussi migratori, l’operazione Indalo (2007) aveva l’obiettivo di controllare la rotta Algeria-Marocco-Spagna.

Le missioni di FRONTEX rientrano in quelle questioni delicate, direttamente collegate al destino di esseri umani che cercano prospettive di vita migliori lontane dalle loro case. I diritti fondamentali sono dunque al centro delle questioni di sicurezza interna che i funzionari di FRONTEX affrontano quotidianamente.
Negli ultimi anni sono sorte diverse controversie circa il lavoro di questa agenzia circa il respingimento non autorizzato di migranti alle frontiere europee, in particolare è stata più volte denunciata una mancata trasparenza sulle attività.  Al tempo stesso, il Consiglio di amministrazione della stessa agenzia, lo scorso 21 gennaio, ha dichiarato che non vi erano prove del coinvolgimento di FRONTEX in pratiche di respingimento illegale.

Le discussioni e le indagini, anche circa possibili frodi o abusi sessuali restano ancora un importante oggetto di analisi dell’agenda europea, nonostante FRONTEX abbia un’autonomia talmente ampia da tutelare il suo mandato dall’azione di enti esterni.

Large Movements dedicherà un capitolo specifico circa l’azione legale, o illegale, di FRONTEX perché alla base di un mandato di un’agenzia così importante che si occupa di salvaguardare la vita di migliaia di persone, il rispetto dei diritti fondamentali è imprescindibile e le violazioni non possono essere taciute, anche quando a perpetrarle sono gli organi preposti alla loro salvaguardia.

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https://frontex.europa.eu/we-know/migratory-routes/eastern-borders-route/

Laura Sacher

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