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Alla scoperta delle istituzioni in Europa: la DGII del Consiglio d’Europa

Il Consiglio d’Europa continua ad essere il protagonista della nostra rubrica. Dopo essere entrati nella DGI, andiamo ora a capire le funzioni e alcuni servizi della DGII, la Direzione Generale della Democrazia.

Ancora una volta, va sottolineata la difficoltà di riassumere e comprendere il meccanismo di un’organizzazione così complicata e articolata come il Consiglio d’Europa. Siamo riusciti a raccogliere tre testimonianze interne, motivo per cui ci concentreremo più sui dipartimenti degli intervistati che sugli altri.

La Direzione Generale per la Democrazia ha l’obiettivo generale di “salvaguardare e costruire un’autentica democrazia” e per raggiungerlo si impegna a rafforzare le istituzioni democratiche e la fiducia dei cittadini in esse, a costruire società libere da ogni forma di discriminazione ed a contribuire ad una crescita costruttiva dei giovani europei. La DGII è responsabile sia della promozione di norme in linea con gli obiettivi generali del Consiglio d’Europa, sia del loro monitoraggio e della loro attuazione. In questo contesto, i comitati intergovernativi giocano un ruolo chiave per un dialogo aperto e coerente tra tutti gli Stati membri.

L’organigramma può dare un’idea della struttura della DGII: tre grandi sottodirezioni, la Direzione per la partecipazione democratica, la Direzione antidiscriminazione e la Direzione per la dignità umana, l’uguaglianza e la governance, che sono a loro volta composte da numerosi dipartimenti.

Abbiamo avuto l’opportunità di incontrare Daniele Cangemi, capo della Direzione per la Dignità Umana e l’Uguaglianza di Genere, che ci ha fornito una chiara panoramica del mandato del suo dipartimento, alcuni dei programmi attualmente in corso e il quadro giuridico. La Direzione svolge un ruolo centrale nella lotta contro la tratta degli esseri umani, nella protezione della parità di genere e la lotta contro la violenza delle donne, con un focus speciale sulla violenza domestica. La Convenzione sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica, meglio conosciuta come Convenzione di Istanbul, è il trattato internazionale che pone le basi giuridiche per i settori di interesse di questa direzione.

Il Dipartimento è anche responsabile della parte di monitoraggio, che ricordiamo essere uno dei metodi di lavoro del Consiglio d’Europa, circa il rispetto delle parti contraenti della Convenzione contro il traffico degli esseri umani e della Convenzione di Istanbul. Per esempio, per quanto riguarda quest’ultima, il Dipartimento sta completando il primo ciclo di valutazione del rispetto della convenzione da parte dei paesi membri. Due gruppi di esperti, GREVIO e GRETA, sono anche coinvolti in questo processo e inviano i loro rispettivi rapporti sullo stato di attuazione e sul rispetto degli standard internazionali.

Il Dipartimento per la dignità umana e l’uguaglianza di genere gestisce anche le consultazioni a livello intergovernativo, in particolare sulle questioni di uguaglianza di genere, attraverso la specifica Commissione per le pari opportunità. L’attuale strategia (2018-2023) del Consiglio d’Europa viene attuata con forum di discussione e la successiva elaborazione di raccomandazioni, basate sulle priorità della strategia, come la partecipazione democratica dei cittadini, il rispetto dei diritti delle donne migranti e un approccio di qualità di genere. Per quanto riguarda i diritti delle donne, il dipartimento lavora anche con UN Women su campagne di sensibilizzazione e progetti di visibilità.

In questo contesto Cangemi spiega le difficoltà che stanno emergendo sull’uso del termine “genere”. Alcuni paesi dell’Europa orientale, infatti, parlano ancora esclusivamente di uomini e donne, senza includere le altre accezioni. Questo dibattito è stato spesso oggetto di controversie giuridiche, soprattutto connesse alla Convenzione di Istanbul, come nel caso della Bulgaria, Paese che non ha ancora ratificato il testo, o della Turchia, dove il Presidente ha deciso di recedere dalla Convenzione. Slovacchia, Ungheria, Repubblica Ceca, Lituania, Lettonia, Armenia, Azerbaijan, Moldavia, Regno Unito, Ucraina e Russia sono i paesi che non hanno ancora ratificato la Convenzione.

Il traffico di esseri umani a scopo di sfruttamento lavorativo rimane una questione poco conosciuta ed affrontata. A partire dalle decisioni di Helsinki del Comitato dei Ministri, nel 2019, il Dipartimento ha ora un mandato di lavoro vero e proprio. Il comitato GRETA ha lavorato sulla bozza di una guida alle buone pratiche e su una serie di raccomandazioni, che sono state già trasferite al Comitato dei Ministri.

Passiamo ora a una divisione centrale della DGII, in quanto responsabile del collegamento di tutti i suoi Dipartimenti interni: la Divisione Centrale di Coordinamento. Abbiamo avuto l’opportunità di discutere con il coordinatore speciale della DGII, Malcolm Cox. Un aspetto chiave qui è la comunicazione, sia interna che esterna. Quest’ultima può essere definita come i risultati della comunicazione di ogni dipartimento. Tuttavia, rispetto alla DGI, il coordinatore speciale della DGII si occupa di tutti gli aspetti interni ed esterni, mentre nella DGI c’è una persona specifica responsabile per ogni dipartimento. Cox ed i suoi colleghi lavorano anche sugli aspetti di coordinamento nel monitoraggio dei programmi della DGII.

Inoltriamoci ora nella Direzione Antidiscriminazione. Essa combatte la discriminazione in tutte le sue forme, protegge e promuove i diritti dei bambini, e combatte lo sfruttamento sessuale e gli abusi sui bambini. La Direzione cerca anche di migliorare l’integrità dello sport, in particolare attraverso le sue convenzioni uniche. All’interno della Direzione è ricompresa anche la Commissione europea contro il razzismo e l’intolleranza (ECRI). Quest’ultima controlla il razzismo, la xenofobia, l’antisemitismo, l’intolleranza e la discriminazione razziale e consiglia i governi. I programmi sostengono l’inclusione e combattono la discriminazione, affrontano i discorsi di odio e garantiscono il rispetto dei diritti umani di tutti gli europei, compresa la comunità LGBTQ+ ed altri gruppi vulnerabili. La diversità culturale è un altro argomento chiave della Direzione, infatti la rete “Città interculturali” sostiene le autorità locali nella gestione e nel beneficiare della diversità culturale per costruire comunità inclusive.

I diritti delle persone vulnerabili sono al centro dell’elaborazione delle norme, del monitoraggio e dell’attuazione delle politiche della Direzione. In particolare, il settore dei Rom e dei nomadi si concentra sulla lotta contro la violenza e la discriminazione e sull’accesso alla giustizia. L’educazione gioca un ruolo centrale, essendo un mezzo di conoscenza per combattere la discriminazione e l’odio. Per esempio, INSCHOOL è un progetto di educazione inclusiva che mira a implementare un sistema educativo pilota a favore dell’integrazione dei bambini rom, in Ungheria, Repubblica Ceca, Romania e Slovacchia. Il progetto si sviluppa a livello pratico dove gli esperti del settore intervengono direttamente nella scuola per affrontare la segregazione e implementare una metodologia inclusiva; a livello politico si lavora per influenzare gli attori istituzionali rilevanti verso una società inclusiva.

I diritti dei bambini sono un’altra priorità della Direzione e la sua Divisione specifica lavora sulla protezione dei diritti dei bambini nel mondo digitale, i bambini migranti, la giustizia a misura di bambino e l’eliminazione di tutte le forme di violenza contro i bambini.

Lo sport è un secondo settore di competenza della Direzione, in particolare le convenzioni sportive affrontano il doping, le partite truccate e la sicurezza negli eventi sportivi, combattendo gravi minacce ai diritti umani e all’integrità dello sport. Sono dei riferimenti giuridici internazionali di primo piano. In questo quadro, l’Accordo Parziale Allargato sullo Sport (EPAS) mira a promuovere lo sviluppo di qualsiasi sport i cui benefici sono di vasta portata, e sviluppa politiche e standard, li controlla e cerca di stimolare il rafforzamento delle capacità e lo scambio di buone pratiche.

Sulla base della Convenzione culturale europea, la Direzione della partecipazione democratica permette ai cittadini europei di partecipare efficacemente alle diverse e complesse società democratiche di oggi. Incoraggia la cittadinanza attiva e responsabile rendendo i cittadini in grado di contribuire e di sviluppare un grado di influenza sulle attività dei decisori e delle istituzioni. Una serie di accordi parziali contribuisce anche a rafforzare l’impegno degli Stati membri in questi settori.

All’interno della Direzione, il Dipartimento Cultura, Natura e Patrimonio sostiene l’accesso alla cultura per tutti, nelle sue molte e diverse forme, come fondamentale per società democratiche, tolleranti e inclusive. Promuove la gestione sostenibile e democratica del patrimonio culturale e naturale europeo, proteggendo la biodiversità dell’Europa per le generazioni future. Promuove anche politiche culturali che affrontano le sfide poste dalla digitalizzazione della cultura.

Il dipartimento della gioventù permette ai giovani di accedere ai loro diritti umani – facilitando la loro autonomia e partecipazione – ed aiuta gli Stati membri ad elaborare le politiche giovanili necessarie. Sostiene i giovani che sono attivi nella società civile e lavora con loro su come combattere la discriminazione e l’esclusione. Ogni anno i centri europei per la gioventù di Strasburgo e Budapest ospitano più di 10.000 partecipanti in una varietà di attività e la Fondazione europea per la gioventù eroga più di 4 milioni di euro alle organizzazioni giovanili.

La piattaforma per promuovere la protezione del giornalismo e la sicurezza dei giornalisti mira a migliorare la protezione dei giornalisti, ad affrontare meglio le minacce e la violenza contro i professionisti dei media ed a promuovere meccanismi di allarme rapido e capacità di risposta all’interno del Consiglio d’Europa. La piattaforma permette al Consiglio d’Europa di essere avvisato in tempo, in modo più sistematico e di intraprendere azioni tempestive e coordinate quando necessario. Aiuta l’Organizzazione ad identificare le tendenze ed a proporre risposte politiche adeguate nel campo della libertà dei media.

Inoltre, il Dipartimento dell’Educazione promuove un’educazione inclusiva e di qualità per tutti. Facilita l’integrazione dei rifugiati e dei migranti, anche con strumenti per riconoscere le loro qualifiche e per insegnare loro la lingua del paese ospitante. Lavora per combattere le frodi transfrontaliere ed istituzionali e la corruzione nell’istruzione, in particolare nell’istruzione superiore. Ad esempio, il sostegno agli approcci scolastici integrali mira a costruire la democrazia attraverso l’istruzione, fornendo materiali per educatori, genitori e studenti.

Infine, un aspetto interessante del lavoro del Consiglio d’Europa sono i suoi Uffici di Delegazione nei paesi membri. Abbiamo discusso con Yucel Erduran, Project Manager del DGI, che prima lavorava in Turchia per la delegazione del Consiglio d’Europa. Ci ha spiegato che le Delegazioni nazionali svolgono un lavoro più mirato e tecnico, avendo la competenza per conoscere il sistema del paese che rappresentano. Di conseguenza, può essere considerato un lavoro più politico perché mira ad influenzare le istituzioni nazionali e la loro legislazione, per un pieno rispetto delle norme dei diritti umani. Le delegazioni sono in continuo dialogo con Strasburgo, trasmettendo ai rispettivi Dipartimenti lo stato di attuazione dei progetti, per avere sempre obiettivi comuni e rispettando il mandato generale del Dipartimento e più in generale del Consiglio d’Europa.

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Laura Sacher

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