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Giornata internazionale per la memoria e il ricordo delle vittime di terrorismo

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Il 21 agosto è la giornata internazionale per la memoria e il ricordo delle vittime di terrorismo. Negli ultimi anni la parola “terrorismo” è entrata con prepotenza nelle nostre vite a causa di eventi quali l’attentato alle torri gemelle del 2001, i più recenti attenti ad Oslo ed Utoya nel 2011 e quelli di Parigi del 2015. Le nostre città sono state blindate e non siamo più sorpresi nel trovare militari a pattugliare le nostre strade, i siti turistici più importanti e gli ingressi delle metropolitane. In Europa e negli USA sicuramente questi sono gli eventi che hanno colpito di più l’opinione pubblica e che hanno spaventato la cittadinanza, ma non dobbiamo dimenticare che in altre parti del mondo questi avvenimenti sono purtroppo molto frequenti e causano elevanti numeri di vittime. È molto recente la notizia di un attacco in Iraq nel giorno del sacrificio, giorno sacro per i musulmani. Le vittime sono almeno 35 e altre decine i feriti.  

Cos’è il terrorismo e perché viene usato? L’uso sistematico della violenza con il fine ultimo di suscitare paura nell’avversario e dunque acquistare potere è una pratica che ha origini antiche. Di “terrore” parla non solo Macchiavelli nei “Discorsi sulla prima deca di Tito Livio” ma anche Senofonte, in epoche più antiche, parlando della politica utilizzata da Crizia ad Atene. La parola terrorismo come la intendiamo oggi, appare per la prima volta durante la Rivoluzione Francese e in particolare durante il cosiddetto periodo del terrore (1793-1794). Oggi il “Global Terrorism Data Base” definisce gli atti di terrorismo come segue: “l’uso minacciato o effettivo della forza e della violenza illegale da parte di un attore non statale per raggiungere un obiettivo politico, economico, religioso o sociale attraverso la paura, la coercizione o l’intimidazione”. Secondo questa definizione dal 1970 al 2018 ci sono stati 416mila morti dovuti ad attacchi terroristici e 537mila feriti. Il 70% delle vittime di terrorismo a livello globale ricade in 15 paesi e tra questi non troviamo nazioni europeeI paesi maggiormente colpiti sono l’Iraq e l’Afghanistan.   

In questa giornata noi di Large Movements vogliamo ricordare le vittime innocenti di questi devastanti attacchi e ricordare che l’odio e la violenza non portano mai ad un risultato concreto. Il più sanguinoso attentato terroristico della storia occidentale moderna, quello alle torri gemelle l’11 settembre 2001, ha portato a disastrose guerre che hanno avuto come unico effetto quello di aumentare drasticamente il numero di morti e di violenze. L’Iraq e l’Afghanistan, come precedentemente detto, sono ad oggi i paesi maggiormente colpiti dagli attacchi terroristici e vari studi hanno evidenziato la forte correlazione tra i conflitti militari in corso in queste due zone e il terrorismo. E, con riferimento specifico all’Afghanistan, la situazione non può che peggiorare nei prossimi mesi, quando gli eserciti occidentali si ritireranno completamente dal paese, lasciandolo in mano ai talebani – che hanno già dimostrato negli anni le violenze di cui sono capaci. 

Alla luce di queste considerazioni noi di Large Movements crediamo che nel ricordare ed onorare le vittime degli attentati terroristici ci sia anche il bisogno di rivedere le nostre risposte a questi attacchi. La storia ed i dati hanno dimostrato che combattendo il terrorismo solo sul piano militare e tralasciando di lavorare sulle cause sociali alla base di tali fenomeni, la situazione purtroppo viene solamente aggravata. 

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Myrlande Nardi

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