Close

Giornata Internazionale contro ogni forma di discriminazione

La bellezza e la ricchezza del nostro mondo è frutto della diversità. Ognuno ha un suo vissuto e un suo modo di vedere le cose: ciò che ci accomuna è il fatto di appartenere tutti ad una specie, l’essere umano. Purtroppo, però non tutti vedono nella diversità un dono, bensì un pericolo e per questo cercano di osteggiarla in ogni modo. Per ricordarci quanto sia importante valorizzare la diversità e per sostenere la lotta contro le discriminazioni, l’ONU ha indetto, il 1° marzo, la giornata internazionale contro ogni forma di discriminazione.

La giornata ha come obiettivo quello di rammentare che ogni individuo ha il diritto di vivere a pieno la propria esistenza a prescindere dal sesso, dalla religione professata, dall’età o da qualsiasi altra condizione. Emarginare, offendere o urtare la sensibilità di una persona sulla base di condizioni che noi riteniamo essere “sbagliate” non è un atto giusto.

Ricordiamo che la discriminazione non si combatte solo sul piano pubblico, adottando leggi e regolamenti che criminalizzano comportamenti discriminatori, ma anche sul piano privato. Se è vero che a volte la legge aiuta a contrastare gli atteggiamenti più violenti, la situazione dei gruppi emarginati non può migliorare se non si educa la società al rispetto ed al valore delle diversità. Un esempio di come un paese può avere delle leggi positive ed all’avanguardia su un determinato tema pur contrastandolo con la chiusura totale in cui versa la società – quindi rendendo di fatto nulla la conquista progressista raggiunta con l’adozione di dette leggi – è rappresentato dal Sud Africa e la questione dell’omofobia.

Nel 2006 in Sud Africa fu adottata una legge, il Civil Union Act, che legalizzava i matrimoni omosessuali. Una vittoria dal punto di vista dei diritti umani. Quello stesso anno Zoliswa Nkonyana, una ragazza omosessuale, venne assassinata da un gruppo di 20 uomini proprio a causa della sua omosessualità. Casi di questo genere sono purtroppo all’ordine del giorno in Sud Africa. Vi è dunque un divario tra le leggi del paese, piuttosto aperte in materia di omosessualità, e la percezione del fenomeno da parte della società civile. Studiosi come  Kopano Ratele, sostengono che sia importante lavorare su due binari paralleli: non bastano le leggi, va cambiata la mentalità della popolazione.

Ci sono paesi poi, in cui a discriminare e criminalizzare ciò che è percepito come diverso non è “solamente” la società civile, bensì è la stessa legge ad essere veicolo di discriminazione. Anche nel nostro paese assistiamo quotidianamente ad atti discriminatori; è dunque bene ricordare che ovunque nel mondo è importante lottare contro queste forme di violenza, rammentando che anche le più piccole azioni quotidiane come il rispetto verso l’altro sono d’aiuto.

Noi di Large Movements crediamo che spesso dietro alle azioni e ai messaggi discriminatori si nasconda una profonda ignoranza. Ignoranza che si combatte principalmente attraverso l’informazione ed è proprio questa consapevolezza che ci ha portato ad istituire Large Movements: per contrastare la dilagante diffusione delle fake news e la conseguente crescita esponenziale di messaggi d’odio (https://www.normativa.largemovements.it/razzismo-xenofobia/) che in questi anni sono stati rivolti soprattutto a migranti, rifugiati e richiedenti asilo. Crediamo infatti che sia importante prima di tutto informare noi stessi e successivamente anche i nostri lettori su temi e attualità legate all’area dell’immigrazione. In tale modo speriamo di dare il nostro, se pur piccolo, contributo alla lotta contro le discriminazioni. In quest’ottica abbiamo creato diverse rubriche che hanno come obiettivo quello di concentrarsi su discriminazioni specifiche. Le più recenti sono quella che si occupa di violenza verso le donne e quella che si occupa di discriminazioni verso individui appartenenti alla comunità LGBTQ+.

Vi auguriamo un buon 1° marzo e ci uniamo a voi nella lotta per un mondo migliore, privo di ogni forma di discriminazione.

Ti è piaciuto l’articolo? Condividici

Myrlande Nardi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Leave a comment
scroll to top