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SCIOPERO DEGLI INVISIBILI:Perché la dignità lavorativa di tutti i lavoratori non è più rimandabile

Nella giornata di oggi la Lega Braccianti è a Piazza di Monte Citorio dalle 14.00 per chiedere il rispetto di una vera dignità del lavoro, come sancito dall’art. 3 della nostra Costituzione.  

Istanza che mai come in questi giorni, in cui la cronaca nera è stata invasa da morti bianche (ossia le morti a seguito di incidenti sul lavoro), risulta essere tremendamente attuale e non più rimandabile. 

Particolare rilievo va dato al fatto che ad organizzare questa manifestazione siano stati i cosiddetti lavoratori invisibili, ossia lavoratori che non sono rappresentati da alcuna sigla sindacale e che, quindi, sono da sempre automaticamente e sistematicamente esclusi dal dibattito sulle politiche del lavoro. 

Il ritardo nel far emergere dall’invisibilità queste persone da parte di associazioni sindacali riconosciute e della politica in generale è notevole – specie per un paese che si è fatto promotore del welfare state aziendale e che ha, al suo interno, esempi di imprenditoria virtuosa – ed a tratti colpevole. 

Per questo motivo i lavoratori esclusi, guidati da Aboubakar Soumahoro, sono scesi in piazza per la prima volta lo scorso 5 luglio 2020 proclamando i primi Stati Generali degli Invisibili

In quell’occasione è stata annunciata la nascita della “Lega dei Braccianti”, un movimento che riunisce tutte le categorie degli esclusi. Non solo braccianti quindi, ma anche lavoratori precari, riders, migranti e tutti coloro che sono costretti a vivere in condizioni di vita “assimilabili ai nostri compagni del ‘900” – come dichiarato dallo stesso Aboubakar. 

Oggi, a poco meno di un anno dalla sua creazione, la Lega Braccianti fa un altro passo avanti storico: dichiarare il primo sciopero di tutte le categorie di invisibili con l’obiettivo di poter riuscire a portare le loro istanze in Parlamento affinché questo prenda una posizione chiara contro quella che il loro leader definisce “la dittatura dei giganti del cibo e degli algoritmi”. 

Nello specifico, i lavoratori invisibili nella giornata odierna chiedono al governo di

  1. Riformare radicalmente la filiera agroalimentare, con l’introduzione della Patente del cibo, per poter porre fine allo strapotere dei Giganti del Cibo e per contrastare in modo efficiente ogni forma di sfruttamento e di caporalato (compreso quello dei colletti bianchi) alfine di garantire un Cibo eticamente sano a tutte e a tutti;  
  1. Ottenere uguale lavoro e uguale salario; 
  1. Rilasciare un permesso di soggiorno per motivo di salute, convertibile in lavoro, per fare emergere tutti gli esseri umani costretti nell’invisibilità; 
  1. Garantire una equa distribuzione dei finanziamenti europei della Politica Agricola Comune (PAC) con condizionalità vincolate al rispetto dei diritti socio-lavorativi;  
  1. Prevedere l’accesso ai vaccini per tutte le persone invisibili colpite dalla disuguaglianza vaccinale; 
  1. Sostenere con un reddito tutte le persone invisibili e abbandonate dal Decreto Sostegno del Governo Draghi. 

 
Noi di Large Movements siamo sempre stati dalla parte degli invisibili e vogliamo farlo anche in questa importante giornata storica, invitando tutti scendere in piazza per manifestare sostegno e supporto a coloro che sono costretti dalla politica e dai sindacati riconosciuti ai margini della società.  

Si può sostenere la causa anche attraverso donazioni perché, come ci ricorda Aboubakar dai suoi profili social, ogni centesimo fa la differenza e può rappresentare un passo in avanti verso l’emersione definitiva dall’invisibilità di questi lavoratori – specie nelle sedi di rappresentanza istituzionale.  

Qui si possono trovare maggiori informazioni sulla campagna di raccolta fondi avviata dalla Lega dei Braccianti  

La partecipazione ed il coinvolgimento della società civile tutta, infatti, è fondamentale per aiutare questi lavoratori a vincere la loro battaglia per ottenere condizioni lavorative più dignitose facendo pressione – ognuno con i propri mezzi – sugli attori interessati affinché aprano un tavolo di confronto e dibattito istituzionale con i diretti interessati sulle politiche del lavoro che impattano direttamente sulle vite di migliaia di persone in Italia! 

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Martina Bossi

Presidente Large Movements APS

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