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Giornata mondiale del rifugiato 2020: Pensare il mondo post Covid

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Illustrazione di Ida Lombardi

Noi di Large Movements ci uniamo alla celebrazione della Giornata Mondiale del Rifugiato del 20 giugno 2020 per ricordare la necessità che, oggi più che mai, occorre stare dalla parte dei rifugiati e degli sfollati del mondo.

La Giornata Mondiale del Rifugiato venne indetta dalle Nazioni Unite nel 2000 per commemorare l’approvazione della Convenzione relativa allo Statuto dei Rifugiati del 1951 da parte dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Lo scopo era quello di rafforzare ogni anno l’implementazione della convenzione stessa e ricordare che si tratta di persone in cerca di dignità e non di semplici numeri. Numeri, appunto, che ad oggi contano circa 70 milioni di persone costrette a fuggire dal proprio paese, di queste circa 25 milioni sono rifugiati e più della metà sono minori di 18 anni, secondo le statistiche dell’UNHCR. La Convenzione nacque sulla base dell’articolo 14 della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo che sanciva il principio per cui “ogni individuo ha il diritto di cercare e di godere in altri paesi asilo dalle persecuzioni”. Tale principio però viene costantemente messo a rischio alle frontiere di tutto il mondo, situazione che si è riproposta durante la crisi sanitaria anche nel caso della frontiera greco-turca nel Febbraio 2020 e che continua a riproporsi nel nostro mar Mediterraneo.

In questi mesi molti di noi, nonostante le difficoltà, sono potuti restare a casa ma i rifugiati e gli sfollati del mondo non avevano una casa in cui stare. Il mondo durante la pandemia ha visto limitare le proprie libertà ma nei Paesi amministrati da regimi più o meno autoritari la contrazione di queste libertà individuali sono sfociate in vere e proprie violazioni dei diritti umani, se non in persecuzioni giustificate dalla crisi sanitaria legata al Covid-19. Tale situazione, inoltre, ha posto molti ostacoli al lavoro quotidiano di chi assiste le milioni di persone nei campi profughi di tutto il mondo. Per questo motivo occorre pensare il mondo post Covid sotto il segno #WithRefugees inteso come la volontà di far conoscere i rifugiati attraverso i loro sogni e le loro speranze. I rifugiati e gli sfollati non sono solo numeri, bensì vite che vogliono potersi prendere cura della propria famiglia, avere un lavoro, andare a scuola, avere un posto che si possa chiamare “casa” o, in altre parole, avere un futuro.

A questo proposito la Giornata Mondiale del Rifugiato 2020 deve far riflettere ognuno di noi, e noi di Large Movements in primis, di far riconoscere ogni persona come uguale a noi e far si che culture diverse si avvicinino e che le rispettive vite possano essere arricchite. Oggi più che mai, occorre abbattere i pregiudizi in modo che l’opinione pubblica possa ripensare un mondo sotto il segno della solidarietà e della diversità.

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