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Large Movements a sostegno degli Invisibili

Aboubakar-Soumahoro-Villa-Pamphili-Large-Movements

Immagine di @rainer.m.baratti

Noi di Large Movements abbiamo già trattato in precedenza la questione della regolarizzazione temporanea dei migranti per tutelarli nell’emergenza sanitaria, evitando così che interi focolai passino inosservati e rischino di contribuire ad un’ulteriore diffusione del virus sul territorio nazionale.

Pur se nel Decreto Rilancio, entrato in vigore lo scorso 15 maggio, si è inserita una clausola che prevede la regolarizzazione dei migranti, tale disposizione nei fatti esclude grandi fette di popolazione che teoricamente dovrebbe beneficiarne. Rimangono esclusi dal beneficio:

  • molte categorie di lavoratori (sono ricompresi solo i settori di: agricoltura, allevamento, zootecnia, pesca ed acquacoltura e attività connesse; assistenza alla persona affetta da patologie o handicap; lavoro domestico);
  • coloro il cui datore di lavoro non è disponibile ad assumere formalmente la persona od a confermare il rapporto di lavoro in essere.

Di fatto quindi, per via di un impianto risalente alla vecchia Legge Boss-Fini (che legava il beneficio della sanatoria al possesso di un contratto di lavoro regolare), le norme pongono nuovamente l’onere della sottomissione della richiesta di regolarizzazione in capo ai datori di lavoro.

Proprio questi molto spesso però, sono coloro che sfruttano i cosiddetti invisibili e che quindi non hanno alcun interesse a far emergere situazioni di irregolarità, rendendo di fatto vano e vuoto il tentativo di regolarizzazione del Governo.

Il sindacato dei braccianti, guidato da Aboubakar Soumahoro ha subito richiesto di modificare la norma legando il beneficio della sanatoria all’attuale emergenza sanitaria (che è poi il motivo che ha spinto il Governo ad includere questo provvedimento nel Decreto Rilancio) e non al possesso del contratto di lavoro – od alla volontà del datore di assumere l’irregolare.

Tali appelli sono rimasti inascoltati pertanto oggi 16 Giugno 2020, Aboubakar Soumahoro si è incatenato di fronte a Villa Pamphili (dove si stanno tenendo gli Stati Generali voluti dal Governo) ed ha iniziato uno sciopero della fame, nella speranza che la voce dei tanti invisibili venga finalmente ascoltata.

Il “sindacato degli invisibili” – una rappresentanza del quale si è riunito a Villa Pamphili in supporto di Soumahoro – avanza le seguenti proposte al Governo:

  1. Riformare la filiera agricola prevedendo l’adozione di una patente del cibo: ciò garantirebbe che a tutte le persone di poter mangiare cibo eticamente sano e libererebbe contadini e braccianti dall’influenza dei “giganti del cibo” che hanno imparato a sfruttare sia il caporalato digitale che quello dei colletti bianchi;
  2. Varare un Piano Nazionale Emergenza Lavoro sia per poter assorbire tutte le persone all’interno del mercato del lavoro regolare che per tutelare chi rischia di perdere il posto a causa dell’emergenza sanitaria;
  3. Cambiare le politiche migratorie definite “razializzanti” attraverso:
  • Regolarizzazione degli invisibili tramite l’adozione di un permesso di soggiorno per emergenza sanitaria convertibile per attività lavorativa;
  • Cancellazione degli accordi con la Libia;
  • Cancellazione dei Decreti Sicurezza con riforma radicale delle politiche dell’accoglienza;
  • Riconoscimento della cittadinanza ai bambini nati in Italia;
  • Abolizione della Legge Bossi-Fini

Noi di Large Movements vogliamo supportare la lotta dei cosiddetti invisibili contribuendo a dare massima diffusione alle loro richieste nella speranza di sensibilizzare l’opinione pubblica, già scossa in questi giorni dalle vicende americane, su un tema così importante per migliaia di persone.

Per dirlo con le parole di Aboubakar Soumahoro “l’unico simbolo che vi chiediamo è il vostro sostegno perché si tratta di una lotta di civiltà

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