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MIGRANTI E LAVORO: La logistificazione della migrazione

Logistificazione-Lavoro-Migrante

Large Movements è da sempre a fianco degli invisibili e durante questa pandemia ha sempre sostenuto e diffuso le loro richieste in favore di una regolarizzazione reale che garantisca loro le tutele a cui tutti i lavoratori hanno diritto, indipendentemente dal Paese di Origine.

Oggi vogliamo indagare un po’ più nel dettaglio la realtà all’interno del quale sono costretti a muoversi i lavoratori migranti.

Data la complessità del tema, ci siamo rivolti al Dott. Luca Cobbe ricercatore presso l’Università La Sapienza di Roma, cattedra di Storia e Teoria delle Costituzioni moderne e contemporanee da sempre appassionato alla disciplina del lavoro migrante.

Durante l’intervista il Dott. Cobbe affronta vari temi, primo tra tutti quello della supposta differenza tra lavoratori migranti e lavoratori locali.

Il Dott. Cobbe infatti ci spiega perché quella del lavoratore migrante non può affatto considerarsi una categoria sociologica ma prettamente politica e come mai la politica ha creato questa dicitura, nel tentativo di preservare ogni concezione residuale di forza lavoro nazionale, dimostrandosi così assolutamente incapace di cogliere i cambiamenti che coinvolgono la sfera macroeconomica.

Dopo aver esaminato questi aspetti, il Dott. Cobbe ci spiega poi il difficoltoso rapporto che storicamente esiste tra lavoratori migranti e sindacati. Viene presentato il quadro storico che si compone di tre tappe fondamentali:

  1. Il Tavolo dei Migranti del Social Forum Vicentino del 2002, dove i sindacati sono apparsi molto restii ed imbarazzati quando gli è stato chiesto per la prima volta di farsi carico anche delle istanze dei lavoratori migranti;
  2. La cosiddetta “Giornata Senza di Noi” organizzata nel 2010, durante la quale si è assistito ad una forte resistenza dei sindacati alla richiesta di sostegno alle proteste per l’abolizione della Legge Bossi-Fini organizzate dai lavoratori migranti (il rifiuto a partecipare dei sindacati arriva dopo che i migranti avevano partecipato attivamente agli scioperi indetti contro l’abolizione dell’art. 18 dai sindacati stessi);
  3. L’affermarsi del Settore della Logistica dal 2010 in poi, il quale ha visto l’avvio di un periodo di grande attività sindacale dei migranti (organizzatisi in sindacati autonomi) e che oggi però impiega massicciamente richiedenti asilo, molto spesso in situazione di irregolarità.

Proprio dal settore della logistica si passa al terzo ed ultimo punto, fondamentale per la tematica del lavoro migrante: quella della logistificazione delle migrazioni.

Il Dott. Cobbe ci spiega cosa si intende per questo concetto, quale ruolo sta avendo – e continuerà ad avere in futuro – nel far decadere l’idea della “Fortezza Europa” e quanto ha inciso la cosiddetta Summer of Migration del 2015 (movimento di massa dei migranti che ha travolto l’UE) sullo stesso.

Non ci resta quindi altro da fare se non invitarvi a guardare l’intervista condotta dalla nostra Martina Bossi al Dott. Luca Cobbe per scoprirne di più sulle tematiche qua brevemente riassunte riguardanti la logistificazione del lavoro migrante.

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