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MIGRANTI LGBTQ+: Cominciamo a conoscere meglio il fenomeno

Nella puntata di oggi intervistiamo il Dott. Nicolamaria Coppola, Segretario particolare del Viceministro per gli Affari Esteri e la Cooperazione Internazionale, Emanuela Del Re, nonché Dottorando in Scienze Sociali Applicate presso l’Università La Sapienza di Roma. 

Il Dott. Coppola ci introdurrà ad un tema che Large Movements approfondirà in futuro poiché purtroppo ancora poco indagato, nonostante i grandi passi avanti a livello storico-giuridico che sono stati fatti negli ultimi 30 anni: i migranti LGBTQ+. 

Questa categoria di migranti infatti, viene per la maggior parte sistematicamente esclusa dalla narrazione del fenomeno migratorio ed all’origine di questo mancato riconoscimento anche solo della loro esistenza vi è un concetto ben radicato nella mentalità degli studiosi, spesso in maniera intrinseca: quello dell’istituzionalizzazione dell’eterosessualità

Il Dott. Coppola ci spiega di cosa si tratta partendo dal modello elaborato da Adrienne Rich, la prima a parlare di “eterosessualizzazione obbligatoria” della Società occidentale. 

Il Dott. Coppola ci riporta anche dei casi di migranti LGBTQ+ con i quali è entrato in contatto sia sul campo – ha lavorato per anni in Medio Oriente – sia in Italia. 

Entriamo poi nel vivo dell’intervista parlando di Queer Migration Studies. Questi nascono da una commistione dei Queer Studies con i Migration Studies ossia, quando la teoria queer va in soccorso alla dottrina che studia il fenomeno migratorio nell’intento di “distruggere” una concezione binaria (uomo/donna) dello studio delle migrazioni.  

I Queer Migration Studies infatti, tengono conto delle varie identità dei migranti cercando di sviluppare una teoria che si distacca dalla forte componente eurocentrica ed eterosessualizzata che ha da sempre caratterizzato tutti gli ambiti di ricerca attinenti al tema. 

Concludiamo l’intervista parlando del fenomeno di doppio stigma che devono subire i migranti LGBTQ+ – quello di essere sia migranti che omosessuali, categorie la cui esistenza la società occidentale sembra non aver ancora del tutto accettato – e della sessualizzazione del loro corpo. 

Il Dott. Coppola ci lascia con dei consigli su quello che la società civile può fare per accendere i riflettori sulla tematica e noi di Large Movements abbiamo intenzione di raccogliere la sfida. 

Vi terremo aggiornati a breve sulle prossime iniziative che vogliamo organizzare per sensibilizzare su una tematica quasi per nulla indagata ma che con 73 Paesi in cui l’omosessualità è un crimine – di cui 13 nei quali è prevista ancora la pena di morte – è fondamentale per ridefinire al meglio il sistema d’accoglienza, senza escludere nessuno. 

Non ci resta che augurarvi buona visione ed invitarvi a seguirci sui nostri social per rimanere aggiornati sul tema.

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